Quali sono le cause del sorriso gengivale?
Il sorriso gengivale non ha una causa unica. Le quattro più discusse sono: muscoli che sollevano troppo il labbro superiore sorridendo, mascella superiore lunga in senso verticale, labbro superiore corto e tessuto gengivale che ricopre troppo i denti. In molte persone due o più di queste cause coesistono.
Quando si sorride lavorano i muscoli che tirano verso l’alto il labbro superiore e l’ala del naso; se sono ipermobili, il labbro sale più del necessario e lascia vedere la gengiva sopra i denti. Un altro gruppo di cause dipende dallo scheletro: se la mascella superiore cresce molto in verticale, si vedono più denti e più gengiva. Un labbro superiore corto a riposo può lasciare i denti scoperti troppo in alto quando si sorride. Anche il tessuto gengivale ha il suo ruolo: se i denti sembrano corti, la ragione può essere una gengiva che li ricopre troppo. Alcuni farmaci possono inoltre ispessire il tessuto gengivale.
La quantità di gengiva visibile dipende anche dal tipo di sorriso. Si può non avere alcun problema con un sorriso lieve e notare invece una fascia marcata di gengiva quando si ride. Capire quale causa è in gioco determina se il Botox può aiutare, per questo la valutazione parte da come si muove il labbro e da dove si trovano i denti. Se la causa sembra risiedere più nella struttura ossea o nella gengiva che nell’ipermobilità muscolare, si valuta l’invio a un dentista o a un chirurgo maxillo-facciale. Il Botox eseguito senza questa distinzione può non dare il cambiamento atteso.
Come riduce il Botox il sorriso gengivale?
Il Botox riduce, con piccole dosi, la forza con cui lavorano i muscoli che sollevano il labbro superiore e l’ala del naso quando si sorride. Se il muscolo si contrae meno, il labbro superiore resta un po’ più basso e si vede meno gengiva. Il trattamento consiste spesso in piccole dosi nella zona accanto all’ala del naso, su ciascun lato.
Il Botox riduce in modo temporaneo il segnale che il muscolo riceve dal nervo. Quando viene posto nei muscoli accanto all’ala del naso che sollevano il labbro superiore, l’altezza che il labbro può raggiungere sorridendo si limita un poco, e la quantità di gengiva che compare sopra i denti quando si ride può diminuire. Il cambiamento è di solito piccolo, dell’ordine dei millimetri, e l’effetto va quindi inteso come un riequilibrio del sorriso. Prima del trattamento si osservano il movimento del labbro nel sorriso, la simmetria dei due lati e il punto in cui la gengiva si vede di più. Il trattamento è breve e nella maggior parte dei casi si torna subito alle attività quotidiane.
L’effetto inizia entro pochi giorni, si stabilizza intorno alle due settimane e svanisce gradualmente in 3–4 mesi nella maggior parte delle persone; la durata varia da persona a persona. In quest’area le dosi sono piccole, perché i muscoli vicini sono quelli che creano il sorriso. Se la dose è troppo alta, o la tossina raggiunge i muscoli adiacenti, l’aspetto naturale del sorriso può alterarsi. Per un primo trattamento si sceglie in genere una dose misurata, si valuta il risultato al controllo dopo circa due settimane e, se serve, si può programmare una piccola dose aggiuntiva. Il Botox per il sorriso gengivale può non rientrare tra le indicazioni autorizzate; di questo deve essere data un’informazione chiara.
A chi può essere indicato il Botox per il sorriso gengivale e a chi no?
Il Botox può essere preso in considerazione quando la gengiva visibile è lieve o moderata e la causa principale è il labbro superiore che sale troppo sorridendo. L’effetto è limitato se la mascella è molto lunga, se il tessuto gengivale è in eccesso o se il labbro è corto. Non viene eseguito, o viene rimandato, in gravidanza e allattamento, in presenza di malattie neuromuscolari e di infezione nella zona.
Chi risponde meglio al Botox ha denti e gengive in generale sani, muscoli ipermobili che sollevano il labbro sorridendo e una gengiva visibile in misura non molto marcata. In questa persona pochi millimetri di cambiamento possono modificare in modo percepibile l’equilibrio del sorriso. Al contrario, quando la mascella superiore è molto lunga o la gengiva ricopre molto i denti, il Botox da solo non basta; in questi casi si discutono le opzioni odontoiatriche, ortodontiche o di chirurgia maxillo-facciale. Se il labbro è sottile e corto serve ulteriore cautela, perché un ulteriore allungamento del labbro potrebbe modificare il sorriso in modo indesiderato.
Le regole di idoneità medica sono le stesse degli altri trattamenti con Botox. Il trattamento non si esegue in gravidanza e allattamento, né in presenza di patologie che interessano la trasmissione dal nervo al muscolo, come la miastenia gravis o la sindrome di Lambert-Eaton. Alcuni antibiotici e altri farmaci che agiscono sulla trasmissione nervo-muscolo possono modificare la valutazione. In caso di infezione attiva o di herpes labiale intorno al naso e al labbro superiore, bisogna prima attendere la guarigione. Se il suo lavoro dipende dal movimento delle labbra, come parlare, cantare o esibirsi sul palco, lo comunichi durante la visita. Quando le aspettative non coincidono con il cambiamento che il Botox può dare, il trattamento può non essere consigliato, e se ne parla apertamente.
Quali sono i rischi e gli effetti collaterali del Botox per il sorriso gengivale?
Gli effetti più comuni sono arrossamento, dolenzia e piccoli lividi nei punti di iniezione. Il rischio principale da tenere sotto controllo è che la tossina raggiunga i muscoli adiacenti, con labbro superiore che appare allungato, sorriso appiattito o due lati che si sollevano in modo diseguale. Questi effetti sono in genere temporanei, ma possono durare qualche settimana.
I muscoli che creano il sorriso sono molto vicini tra loro, per cui in quest’area la scelta dei punti e della dose è decisiva. Una dose troppo alta, o la diffusione della tossina, può far sollevare meno un lato del labbro superiore, far apparire il labbro troppo lungo sorridendo o appiattire il sorriso. Alcune persone avvertono anche pesantezza nel movimento del labbro superiore, o un breve fastidio nel parlare o nel bere. Questi segni in genere si attenuano gradualmente; ma poiché nessun farmaco inverte rapidamente l’effetto del Botox, può essere necessario attendere alcune settimane. Nelle prime ore dopo il trattamento si consiglia di non premere né strofinare la zona.
Se dopo il trattamento nota un cambiamento marcato del sorriso, è importante dirlo al medico. Difficoltà a deglutire, a parlare o a respirare è molto rara ma richiede una valutazione medica urgente, e bisogna rivolgersi senza indugio a una struttura sanitaria. Se assume anticoagulanti o alcuni integratori, la probabilità di lividi può essere maggiore; non li sospenda di propria iniziativa e li segnali in visita. Se il suo sorriso è cambiato dopo un precedente trattamento con Botox, lo riferisca senz’altro. Gli effetti collaterali e i segni da tenere d’occhio vengono spiegati anche prima del trattamento. L’idoneità a questo trattamento si decide quindi insieme, in una visita di persona.
Quali alternative esistono al Botox per il sorriso gengivale?
Le opzioni per il sorriso gengivale dipendono dalla causa. Si può valutare il Botox per l’ipermobilità muscolare, la rimodellazione gengivale da parte di un dentista quando la gengiva ricopre troppo i denti, l’ortodonzia o la chirurgia maxillo-facciale quando la mascella superiore è troppo lunga e la chirurgia di riposizionamento del labbro quando il labbro è corto. La scelta dipende dalla causa e dalle aspettative.
Quando il tessuto gengivale è in eccesso o i denti sembrano corti, un dentista o un parodontologo può valutare interventi come la rimodellazione gengivale o l’allungamento della corona. Se la mascella superiore è molto lunga, si prendono in considerazione il trattamento ortodontico e, se necessario, la chirurgia ortognatica. Quando il labbro è corto e mobile, i metodi chirurgici come il riposizionamento del labbro si discutono con un chirurgo esperto in questo campo. Durata, recupero e rischi di questi metodi sono diversi da quelli del Botox; alcuni danno un cambiamento più duraturo ma richiedono un intervento più esteso. Quale sia adatto si decide dopo la visita da un dentista o da un chirurgo.
Il Botox non sostituisce queste opzioni; è un metodo reversibile, il cui effetto svanisce nel tempo, e può essere considerato prima di esse o insieme ad esse. Per alcune persone il Botox può essere un’occasione per vedere come potrebbe cambiare il sorriso prima di decidere per un intervento chirurgico. A volte si discute anche di modificare la posizione del labbro con un filler, ma questo approccio varia da persona a persona e il volume aggiunto al labbro può dare un aspetto indesiderato. Per il labbro che si rivolta verso l’esterno e per il volume, vedere le pagine sul lip flip e sul filler per le labbra. Procedere dopo una visita di persona, con il parere di un dentista quando serve, è un modo sicuro per decidere.
Domande frequenti
Quando inizia a fare effetto il Botox per il sorriso gengivale e quanto dura?
L’effetto inizia di solito entro 2–5 giorni e si stabilizza intorno alle due settimane. Svanisce gradualmente in 3–4 mesi nella maggior parte delle persone; poiché si usano piccole dosi, alcune persone possono notarlo prima. I tempi di un nuovo trattamento si programmano in base alla rapidità con cui il labbro riprende il movimento precedente. La durata varia con la forza muscolare e le caratteristiche personali.
Il Botox per il sorriso gengivale renderà il mio sorriso poco naturale?
Con dose e punti adeguati il sorriso resta in genere naturale; l’obiettivo non è bloccare il labbro ma limitare un poco l’altezza a cui sale sorridendo. Una dose troppo alta, o la diffusione della tossina, può appiattire il sorriso o far apparire il labbro lungo. Per questo, al primo trattamento si sceglie una dose misurata e la si valuta al controllo.
Parlare e mangiare saranno influenzati dopo il Botox per il sorriso gengivale?
La maggior parte delle persone non nota cambiamenti evidenti nel parlare o nel mangiare, perché i muscoli trattati sono quelli che lavorano quando si sorride. Raramente può esserci una sensazione di pesantezza al labbro superiore o un breve fastidio con alcuni suoni o nel bere. Questi segni sono in genere temporanei. Se la parola e il movimento delle labbra contano per il suo lavoro, lo comunichi senz’altro in visita.
Devo andare dal dentista prima di fare il Botox per il sorriso gengivale?
Se la causa della gengiva visibile non è chiara, in visita si valutano per prima cosa la lunghezza dei denti e lo stato della gengiva. Se si sospetta una gengiva che ricopre i denti o una causa legata alla struttura della mascella, può servire anche il parere di un dentista o di un ortodontista. Questo aiuta a individuare i casi in cui il Botox sarà utile.
Il Botox per il sorriso gengivale è la stessa cosa del lip flip?
No. Il Botox per il sorriso gengivale agisce sui muscoli che sollevano il labbro quando si sorride, per ridurre l’altezza a cui sale. Il lip flip agisce sul muscolo che circonda il labbro superiore e mira a rivolgere leggermente verso l’esterno la parte rossa del labbro. Si tratta di muscoli diversi, con motivazioni distinte.
Si possono fare insieme il Botox per il sorriso gengivale e il filler per le labbra?
In alcuni casi si possono programmare insieme, ma i due trattamenti hanno scopi diversi. Aggiungere volume al labbro può cambiare il modo in cui il labbro copre i denti sorridendo e influire sull’aspetto del sorriso. Ordine e tempi si discutono quindi a parte in visita. Per informazioni sul filler, vedere la pagina sul filler per le labbra.
Il Botox per il sorriso gengivale è efficace quanto la chirurgia gengivale?
I due metodi non sono confrontabili direttamente, perché agiscono su cause diverse. Il Botox può dare una riduzione temporanea e limitata quando la causa è l’ipermobilità muscolare. La chirurgia gengivale produce una correzione strutturale quando c’è un eccesso di tessuto gengivale, e il suo effetto dura più a lungo. Quale sia adatto si decide in visita in base alla causa.
Fonti (3)
- Fatani et al., Cureus: An Approach for Gummy Smile Treatment Using Botulinum Toxin A: A Narrative Review of the Literature (2023)
- Rasteau et al., J Stomatol Oral Maxillofac Surg: Botulinum toxin type A for the treatment of excessive gingival display - A systematic review (2022)
- Global Aesthetics Consensus Group (Sundaram et al., Plast Reconstr Surg): Global Aesthetics Consensus: Botulinum Toxin Type A--Evidence-Based Review, Emerging Concepts, and Consensus Recommendations for Aesthetic Use, Including Updates on Complications (2016)
Questo contenuto ha scopo informativo generale e non sostituisce una valutazione medica personale. In ogni procedura interventistica i risultati possono variare da persona a persona. Si consiglia di chiedere un parere dettagliato al proprio medico prima della procedura.
